World Press Photo

World Press Photo Contest 2022: ecco i vincitori

Nei giorni scorsi sono stati annunciati i vincitori dell’edizione 2022 del World Press Photo Contest che ha premiato la canadese Amber Bracken.

E’ stato assegnato nei giorni scorsi il World Press Photo Contest 2022, manifestazione che premia le migliori fotografie per le categorie fotogiornalismo e fotografia documentaristica. Di fronte a circa 65 mila fotografie, 4000 candidati e 130 fotografi le giurie locali hanno dovuto procedere ad una prima fase di scrematura da cui sono state scelte ed inviate alla giuria internazionale solo 24 foto per l’assegnazione dei premi, divisi per categoria.

E’ stata la canadese Amber Bracken a vincere il premio come World Press Photo of the Year per il World Press Photo Contest 2022 grazie alla fotografia dal titolo “Kamloops Residential School” pubblicata sul New York Times (l’immagine in alto).Il tema della foto è la commemorazione dei bambini morti, circa 215 tombe senza nome ritrovate in Columbia Britannica, alla Kamloops Indian Residential School.

L’Australiano Matthew Abbott, invece, ha catturato, per National Geographic, le immagini dal titolo “Saving Forests with Fire” premiate come World Press Photo Story of the Year al World Press Photo Contest 2022. In una delle immagini si può vedere tra gli altri Conrad Maralngurra con in mano una torcia accesa intento a bruciare l’erba secca per creare uno spazio dove i fuochi stagionali non possano attecchire.

Lalo de Almeida ha invece realizzato la serie di fotografie “Amazonian Dystopia” per Folha de São Paulo che sono state premiate come World Press Photo Long Term Project Award. Nelle immagini si possono vedere diverse scene che riguardano la Foresta Amazzonica e il suo disboscamento per la creazione di nuove aree per la coltivazione, per miniere e altro ancora (anche a causa delle politiche di Bolsonaro).

Infine a vincere il World Press Photo Open Format Award dei World Press Photo Contest 2022 è stata Isadora Romero (dall’Ecuador) con il video dal titolo “Blood is a Seed (La Sangre Es Una Semilla)“. Nel filmato si racconta la perdita della diversità genetica delle coltivazioni agricole avvenuta nell’ultimo secolo. La causa principale sono le monocolture con varietà modificate (e facilmente non autoctone) oltre a colture ad alto rendimento. Nel video si possono sentire le parole sia della fotografa che di suo padre. Un tocco creativo è dato dall’utilizzo d’immagini catturate anche su pellicola 35mm scaduta e poi dipinta dal padre di Romero.

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