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Trading online, in aumento le truffe: ecco come difendersi

Nell’ultimo decennio in Italia sono state rilevate oltre mille truffe finanziare nel mondo del trading online: sono necessarie campagne di sensibilizzazione per difendere gli investitori.

Secondo gli esperti di InvestinGoal, Sono più di mille le truffe finanziarie nel mondo del trading online rilevate in Italia negli ultimi dieci anni, circa un otto percento del totale mondiale. I dati sono stati ottenuti grazie alle rilevazioni dell’Ente che vigila nel nostro paese sui mercati finanziari, la Consob, Tra le principali categorie ci sono soprattutto le truffe su criptovalute, che sono aumentate del 700% rispetto al 2017, così come le truffe sul Forex che addirittura hanno raggiunto in cinque anni il 1.500% in più.

La truffa “classica” nel mondo del trading online, parte solitamente con una telefonata da un call center. Gli operatori chiedono alla vittima di investire del denaro con il loro servizio: non chiedono mai grandi quantità di denaro (di solito circa 250 euro) per massimizzare le possibilità di truffa e per “sbloccare” la vittima. Solitamente richiedono di effettuare i depositi con metodi che rendono difficile recuperare il denaro, ovvero in criptovalute o con bonifici verso paradisi fiscali.

Nel primo caso, la vittima crede di guadagnare ma le cifre sono false e i soldi depositati irrecuperabili. Ciò avviene in una piattaforma che può essere finta o reale ma, in questa circostanza, dei sedicenti fund manager potrebbero spingere l’utente a compiere di proposito scelte di trading errate, in modo da fargli perdere il denaro e quindi arricchire le casse del broker. Il conto gestito è invece manovrato da un finto fund manager che fa trading per conto del cliente. Tuttavia, il denaro è già sparito, e il gestore del fondo fa credere alla vittima che il denaro nel conto stia aumentando.

Le truffe – sottolinea Filippo Ucchino, amministratore di InvestinGoal – purtroppo esistono e sono in aumento. A tutti quelli che mi chiedono informazioni su questi argomenti dico sempre la stessa cosa: se ti stanno chiamando senza che tu li abbia espressamente autorizzati, è una truffa al 99%. La Consob vieta espressamente le chiamate a freddo. Quindi, appena si capisce lo scopo della chiamata, la cosa giusta da fare è chiuderla e non rispondere più. Mi piacerebbe che lo Stato italiano facesse delle campagne di sensibilizzazione specifiche su questa problematica. Il registro delle opposizioni non funziona in questo caso, si tratta di truffatori che se ne fregano del tuo consenso”.

Per prevenire le chiamate è utile non fornire online il proprio numero di telefono, ad esempio per ottenere sconti o partecipare ai sondaggi. Un’accortezza è controllare la sede del broker su Google Maps: un’azienda seria dovrebbe avere sedi in grandi uffici invece in alcuni casi è possibile vedere che questi finti broker hanno sedi in villette anonime nella periferia della città. Sul sito della Consob è poi possibile controllare se l’ente è autorizzato e se è già stato segnalato. Chi incappa in una truffa deve contattare la Consob e le forze dell’ordine, se necessario denunciando il reato. Dopo la denuncia bisogna chiedere alla banca (o all’istituto utilizzato per il deposito) se è possibile richiedere un rimborso.

Fonte: affaritaliani.it

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